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Cosa possono fare i genitori e\o gli insegnanti
I genitori nei confronti dei loro figli devono accettare e convivere con questo disturbo, cercare di essere positivi, pazienti, perseveranti, consapevoli, pratici,… La stessa cosa vale per gli insegnanti.
Alcuni suggerimenti utili ad entrambi possono essere:
1. Informarsi il più possibile sul disturbo specifico;
2. Cercare una valutazione diagnostica appropriata;
3. Scambiare esperienze tra genitori, anche associandosi insieme;
4. Discutere il problema genitori assieme a tutti gli insegnanti;
5. Cercare strategie di aiuto per le attività scolastiche;
6. Intervenire adeguatamente nell’aiuto a casa (per esempio leggendo i testi scritti a voce alta, o ripetendo insieme l’argomento di studio);
7.  Favorire quelle abilità specifiche che possono svilupparsi normalmente (ad esempio l’apprendimento orale delle lingue straniere);
8. Supplire la lettura con altre fonti di informazione (ad esempio cassette video e audio, CD rom, giochi didattici da tavolo, figure, schemi, mappe cognitive,…);
9. Cercare di dialogare continuamente per coordinare i vari interventi della famiglia, della scuola e degli operatori socio-sanitari;
10. Decidere insieme di dispensare lo studente da alcuni compiti quali la lettura a voce alta, la scrittura veloce sotto dettatura, la lettura individuale delle consegne dei compiti scolastici, l’uso del vocabolario, lo studio mnemonico delle tabelline,…;
11. Cercare di concedere allo studente tempi più lunghi per le prove scritte, per lo studio e l’esecuzione dei compiti scolastici;
12. Permettere allo studente l’uso della calcolatrice, del computer dotato di videoscrittura con correttore ortografico e meglio se con sintetizzatore vocale, del registratore o di altri ausili quali cartine geografiche e storiche, tabelle di ogni tipo, schemi e mappe cognitive, tavola pitagorica e delle varie formule;
13. Cercare di chiarire ai compagni di classe il diverso funzionamento cognitivo dell’alunno dislessico, chiedendo anche il loro aiuto per favorire il suo apprendimento (lettura dei testi, spiegazioni orali, aiuti nella scrittura,…).
14. Assegnazione di compiti a casa in misura ridotta;
15. Utilizzazione di libri di testo con ridotto utilizzo di parti solo scritte a favore di pagine ricche di immagini, schemi, mappe cognitive;
16. Utilizzazione di cassette audio e video registrate per i vari argomenti di studio e di ingrandimenti delle consegne o parti di testi scritti in piccolo;
17. Organizzazione di interrogazioni programmate per tempo su argomenti di studio ben definiti.

IPRASE Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa
Via Gilli 3 (località Centochiavi) 38121 Trento Tel. 0461 494360 Fax 0461 494399

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