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Come si manifesta
La persona con disturbo di dislessia evolutiva può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando molte delle sue risorse attentive e delle sue energie mentali, poiché non può farlo in maniera completamente automatica come gli altri soggetti; di conseguenza si stanca molto, commette errori, rimane indietro rispetto ai propri compagni, ha poche energie attentive da spendere per la comprensione.
È come se i bambini dislessici vedessero sempre le parole per la prima volta e pertanto siano costretti a procedere tramite una lettura lettera per lettera, senza automatizzare il riconoscimento visivo. Questo causa un gran dispendio di energie attentive e porta il ragazzo a una lettura corretta per le prime righe del testo scritto e a commettere molti errori nel prosieguo, perché le sue risorse attentive si esauriscono o diventano più labili.
La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e talvolta anche in altre attività mentali (memoria, percezione, linguaggio,…).
Tuttavia questi studenti sono generalmente intelligenti, vivaci e creativi.
Le difficoltà scolastiche compaiono nei primi anni di scuola primaria e persistono negli anni seguenti. Errori caratteristici della lettura e della scrittura sono:
L’inversione di lettere e numeri (legge “al” invece di “la” e “51” al posto di “15”);
La sostituzione di suoni vicini come m/n (“mano” al posto di “nano”), f/v (“foce” al posto di “voce”), t/d (“tue” al posto di “due”), s/z (“Sara” al posto di “Zara”), c/g (“care” al posto di “gare”), c/g (“ciro” al posto di “giro”), p/b (“palla” al posto di “balla”),…;
La sostituzione di suoni scritti in modo simile come m/n dove la differenza è solo una gambetta (“muovo” al posto di “nuovo”); n/u dove la lettera è ribaltata (“nova” al posto di “uova”); p/q/d/b (“quove” al posto di “dove”; “paro” invece di “baro”; “dalla” al posto di “palla”;…);
Difficoltà, a volte, di imparare informazioni in sequenza come le tabelline, i giorni della settimana, i mesi dell’anno, le stagioni, le lettere dell’alfabeto,…;
Difficoltà, a volte, nei rapporti spaziali e temporali (lateralizzazione destra-sinistra, alto basso e le varie combinazioni: in alto a destra, in basso a sinistra,…; ieri, oggi, domani; collocare le proprie ed altrui esperienze nel tempo indivi- duando il giorno, il mese e l’anno,…;
Difficoltà, a volte, ad esprimere verbalmente ciò che pensa in modo chiaro e corretto;
Difficoltà, a volte, di coordinazione oculo-motoria come l’allacciarsi le scarpe, ripassare una figura andando sopra le linee, lanciare le freccette in un bersaglio o la palla nel canestro,…;
Difficoltà, a volte, nel calcolo e nell’utilizzare la linea dei numeri;
Difficoltà, a volte, di attenzione e concentrazione;
Difficoltà di comprensione del testo scritto, essendo molte energie attentive impegnate nella decodifica del messaggio scritto.
I compiti scritti vengono vissuti dallo studente dislessico come fonte di ansia, dovuta ad un rapporto molto modesto tra grandezza dello sforzo cognitivo con un notevole dispendio di tempo e risultati scarsi o modesti.
Spesso lo studente appare disorganizzato nelle sue attività sia a casa che a scuola. Presenta difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere appunti di quanto detto oralmente, riuscendo poco a svolgere più azioni contemporaneamente come l’ascoltare e lo scrivere (o fa una cosa o l’altra).

IPRASE Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa
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