Il bambino e la lingua scritta (scaricabile)
Un laboratorio per imparare a leggere prima di leggere e a scrivere prima di scrivere
 
Abstract: Il testo nasce come documentazione di un percorso di formazione congiunta organizzato dall’IPRASE del Trentino, Servizio Scuola Materna e Federazione Provinciale Scuole Materne nell’ambito delle iniziative volte a sostenere e promuovere la continuità educativa tra la scuola dell’infanzia e la scuola elementare (delibera N. 13057 del 20 Novembre 1998 sulle direttive per la realizzazione della continuità). Nel percorso “Il bambino e la lingua scritta, un laboratorio per imparare a leggere prima di leggere e a scrivere prima di scrivere”, i docenti dei due gradi scolastici si sono incontrati per esplorare ed approfondire il tema del processo di acquisizione della lingua scritta che nel bambino si avvia molto prima di arrivare alla scuola elementare. Si tratta di un processo che, come gli studi compiuti in questo campo da Ferreiro e Teberosky prima, da altri studiosi italiani poi, hanno messo in luce, si sviluppa attraverso tappe ben precise e sequenziali, ma che non avvengono per tutti i bambini nello stesso momento. Bambini della stessa età, in base anche alla loro esposizione alla lingua scritta, possono trovarsi a livelli diversi di concettualizzazione, livelli che è utile che l’insegnante conosca per potersi inserire consapevolmente, utilizzando strumenti e strategie adeguate. L’obiettivo ovviamente non è di anticipare, ma di favorire tale processo, attraverso la creazione di un ambiente stimolante e l’attivazione di proposte che tengano conto di quella eterogeneità cognitiva che i bambini di una classe esprimono. In questo fascicolo viene presentata la documentazione del percorso che si è sviluppato attraverso momenti informativi utili per costruire un quadro teorico di riferimento e momenti laboratoriali finalizzati alla individuazione di contesti significativi di apprendimento ed uso della lingua da attivare nelle due scuole nel segno della continuità. L’augurio è che tali materiali possano prima di tutto aiutare i docenti a mantenere traccia dell’esperienza, per molti aspetti innovativa, che essi hanno fatto; in secondo luogo sollecitare anche in altri una riflessione su che cosa significhi creare contesti educativi coerenti capaci di porsi in continuità con le esperienze che il bambino ha già fatto.
 
A cura di: Maria Luisa Pollam
 
Edizione:  Provincia Autonoma di Trento – IPRASE del Trentino,  2003 
 
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